Attualmente il metodo più diffuso è ancora quello ideato da Goligher nel lontano 1975 che tiene conto del grado di prolasso delle emorroidi ovvero della lassità del tessuto che porta le emorroidi a compiere una discesa nel canale anale finoi a protrudere all’esterno. 

Seppur con i suoi limiti legati alla mancanza di valutazione dei sintomi associati (dolore, sanguinamento, trombosi ecc), al loro impatto sulla qualità di vita, all’eziopatogenesi (causa) della malattia e a specifiche condizioni come il prolasso circonferenziale o il prolasso limitato ad una singola emorroide (prolasso single pile) questo sistema di valutazione rimane a tutt’oggi il metodo più utilizzato grazie alla sua facile applicazione.

Malattia di 1° grado: i cuscinetti emorroidari non scendono al di sotto della linea dentata in ponzamento e il paziente lamenta sporadico sanguinamento come unico sintomo.

Malattia di 2° grado: i cuscinetti emorroidari scendono al di sotto della linea dentata in ponzamento, protrudono all’esterno dell’ano e ritornano spontaneamente in sede alla fine del ponzamento.

Malattia di 3° grado: con il ponzamento o la defecazione i cuscinetti emorroidari prolassano all’esterno dell’ano e vi rimangono finchè non si procede ad una loro riduzione manuale all’interno del canale anale.

Malattia di 4° grado: il prolasso emorroidario all’esterno dell’ano è permanente e non può essere ridotto neppure manualmente.

Negli anni altri autori hanno messo a punto diversi sistemi di classificazione della malattia emorroidaria ma la loro complessità né limita la diffusione e l’utilizzo quotidiano.

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