Ecografia Endoanale

L’ecografia per lo studio endoanale e endorettale fa parte degli esami ultrasonografici endocavitari. Esame da lungo tempo utilizzato sia dai ginecologi per lo studio transvaginale degli organi genitali che dagli urologi per lo studio della prostata, è divenuto fin dai suoi esordi negli anni 50 un esame sempre più importante anche per gli specialisti proctologi fino a diventare fondamentale ai giorni nostri per lo studio di numerose patologie benigne e neoplastiche sia del canale anale che del retto.

L’esame viene eseguito mediante una specifica sonda ecografica di forma cilindrica di piccolo diametro (più o meno delle dimensioni di un dito indice) che permette uno studio dinamico a 360° gradi della regione interessata.

Le recenti innovazioni tecnologiche hanno inoltre introdotto anche in ecografia endoanale l’utilizzo di sofisticati software che forniscono una ricostruzione dell’immagine 3D tale da aumentare il potere diagnostico dell’esame stesso.

L’esame presenta elevata sensibilità e specificità (ovvero risulta estremamente affidabile) per lo studio dei tessuti anali e rettali, è decisamente ben tollerato dal paziente e, particolare molto importante, risulta ripetibile tutte le volte che appare necessario in quanto la metodica utilizza ultrasuoni che non risultano dannosi per il paziente.

La preparazione da eseguire per questo tipo di studio ecografico è estremamente semplice; basta infatti praticare 1 o 2 clisterini (acquistabili in farmacia senza prescrizione medica) poche ore prima dell’esame in modo da liberare il canale anale e il retto dall’ingombro fecale.

Al momento di eseguire l’esame il paziente viene posizionato sul lettino, disteso sul fianco sinistro, come se dovesse eseguire una normale visita proctologica; a questo punto si procede, come indagine preliminare, ad un’esplorazione anale digitale che possa valutare palpatoriamente la patologia da esaminare.

Introdotta infine la sonda ecografica preventivamente lubrificata si procederà con lo studio interno dei tessuti del retto e del canale anale.

Qualora lo studio ecografico fosse eseguito per la valutazione del tragitto delle fistole anali potrebbe rendersi necessario introdurre pochi ml di acqua ossigenata attraverso, ove presente, un forellino posto sulla pelle perianale (definito orifizio fistoloso secondario), in vicinanza dell’orifizio anale.

Di seguito alcuni schemi riassuntivi dell’anatomia ecografica del canale anale.

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